Lm_sensors + nVidia + nVidia

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Non è un errore, ci sono proprio 2 nVidia nel titolo: Quadro 4 la prima e nForce 2 la seconda.
Ieri sono stato in panico per qualche tempo, dopo aver installato lm_sensors per avere il supporto alla thermal zone (e le altre chicche che i sensori possono controllare della scheda madre) il computer mi presentava qualcosa di nuovo: uno schermo nero!
Niente X e niente consolle! Panico, non del kernel, il mio. Ho riavviato in modalità amministrativa, e fatto il login come root ho cominciato a cercare il problema. Per farla breve (2 ore di riavvii e di test vari) era uno dei tre moduli che gli lm_sensors mi avevano fatto caricare in

/etc/modules

: i2c-nforce2, eeprom, asb100.
L’incriminato era eeprom. Eliminando il modulo dal file tutto normale… a parte 2 ore perse!

RAID(software) + Linux = semplicità assoluta

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Sono disarmato dalla semplicità con cui ho installato un RAID 1 sul mio PC. Dopo aver riflettuto (per qualche mese) sul post di Fullo sulla volatilità dei dati, mi ero convinto a prendere un NAS… ma i costi proibitivi mi hanno fatto cambiare idea. Così leggendo Linux Pro di questo mese mi sono imbattuto in una serie sul RAID, parola d’ordine semplicità assoluta!
Ho acquistato 2 hard disk Maxtor PATA (i classici Ultra Ata 133) da 250 GB a 76,90 € l’uno ed è cominciato il divertimento. La mia situazione era un po’ complessa: 3 HD (preistorici) e un DVD-RW riempivano tutti e 4 i canali IDE.
Premetto che il disco su cui c’è la partizione di root non l’ho toccata. Ho iniziato sostituendo uno dei due dischi dati con uno nuovo.
Con

cfdisk

ho partizionato in 3 il mio disco nuovo e con

mke2f -j /dev/hdbX

ho formattato i le tre partizioni di tipo ext3 appena create (con X che va da 1 a 3).
A questo punto ho copiato i dati dall’HD vecchio al nuovo, ho sostituito il secondo disco vecchio con il primo e copiato anche questo sul HD nuovo.
Ora ho sostituito anche quest’ultimo HD vecchio con il nuovo non formattato.
Ho eseguito su questo il partizionamento (identico a prima) con

cfdisk

ma contrassegnandole con il tipo di filesystem FD (Linux raid autodetect); sempre con

cfdisk

ho cambiato il tipo di fs anche sul primo HD nuovo che ora conteneva tutti i miei dati.
La situazione quindi era la seguente: /dev/hdb1 = /dev/hdd1 (stesso spazio, stesso fs [FD], in hdb1 i dati e hdd1 vuoto e neanche formattato), stessa cosa per hdb2, hdb3, hdd2, hdd3.
Ed ora il punto centrale. Con l’utilizzo del programma mdadm creiamo gli array:

mdadm --create /dev/md0 --auto=yes --level=raid1 --raid-devices=2 /dev/hdb1 /dev/hdd1

Facciamo la stessa cosa per le altre partizioni ed abbiamo concluso!
Il sistema in automatico formatta e sincronizza le partizioni una alla volta e si può vedere lo stato della sincronizzazione/stato dei raid con il comando

# cat /proc/mdstat
Personalities : [linear] [multipath] [raid0] [raid1] [raid6] [raid5] [raid4] [raid10]
md0 : active raid1 hdb1[0] hdd1[1]
      31246272 blocks [2/2] [UU]

md1 : active raid1 hdb2[0] hdd2[1]
      200193920 blocks [2/2] [UU]

md2 : active raid1 hdb3[0] hdd3[1]
      13671232 blocks [2/2] [UU]

unused devices: <none>

Nel caso ci sia uno o più array che si stanno sincronizzando si vede una barra di avanzamento, la percentuale di completamento e il tempo stimato per la conclusione delle operazioni.
Un’altra cosa fantastica è che non dobbiamo aspettare che tutto sia sincronizzato per poter utilizzare l’array ma possiamo montarlo immediatamente! (per la partizione da 204GB che avevo fatto la sincronizzazione era stimata 58 minuti!)
Quindi possiamo montarli direttamente come qualsiasi alto disco, utilizzando però i device di Multi Device (/dev/mdX)

mount /dev/md0 /mnt/mio_mount_point

o come nel mio caso

mount /dev/md0 /home
mount /dev/md1 /mnt/dati
mount /dev/md2 /var/www

Con mdadm possiamo ottenere molte altre informazioni per verificare lo stato dei RAID con

mdadm --detail

oppure possiamo modificare l’array esistente, fermarlo, avviarlo etc.

Flash 9 per Linux

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Lo so, lo so, arrivo sempre tardi, ma per chi come me non lo sapeva è uscito da un mesetto la beta di Flash 9 per linux. Anche se è beta mi sembra funzionare piuttosto bene. L’installazione è “manuale” ma niente di trascendentate… bisogna copiare un file… troppo difficile? Vediamo i 2 passi da eseguire.
Primo scaricare dalla pagina di download di AdobeLabs il file Download Installer for Linux che non è un installer ma solo un tar gz con dentro 2 file: la libreria .so e un file .txt.
A questo punto chiudete il browser e scompattate il file .so nella directory /home/utente/.mozilla/plugins dove, se avete già installato una versione precedente di flash, troverete il medesimo file: libflashplayer.so.
Ora riaprite il browser. Fine ;)
Sembra funzioni con diverse distro e versioni di Firefox sia la 1.5.x sia la 2.x.

Finalmente posso guardare il sito del mio fotografo preferito Marconofri :)

Finalmente anche io ho il cubo! (anzi 2)

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A parte il mio cubo di Rubick, finalmente ho anche io il cubo di Beryl. Ebbene si, dopo diversi giorni di tentativi per installare Compiz + KDE + Debian e altrettanti fallimenti sono riuscito ad installare Beryl. Questa è la mia storia, il mini howto seguirà a giorni.

beryl_kde

Ho cercato con google una incredibile varietà di combinazioni di keywords sull’installazione di Compiz: con AIGLX, debian, kde, kwin etc.etc. Mi sono letto 2-300 howto vari in italiano, inglese, francese e tedesco… ma nulla, avevo sempre lo stesso risultato: compiz funzionava ma senza il window manager.
Installa i pacchetti, modifica il file xorg.conf, installa i driver beta di nvidia e riavvia… stesso risultato SIGH! :’(
Poi preso dallo sconforto mi sono messo a cercare la configurazione di Beryl: et voilà! Si è installato senza troppa fatica (con tutte le configurazioni che avevo fatto mi è bastato installare i pacchetti).
Quello che mi turba di più è che con Xorg 7.1, i nuovi driver NVidia e i pacchetti deb di Compiz del repository unstable ero convito di poter installare Compiz senza problemi… ma purtroppo nulla. Mi accontento (se così si può dire) di Beryl.
Il bello è che avendo il dual head non ho uno ma due cubi!!!

Nikon D50, RAW (NEF) e Linux

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Per il mio matrimonio siamo stati omaggiati di una splendida Nikon D50, reflex ditale da 6.1Mpixel. Oltre a memorizzare il classico formato JPG permette di memorizzare le foto in un formato non compresso proprietario che permette un’ottima modifica delle impostazioni della foto in fase di importazione sul PC.

Il problema principale è: come faccio ad importare i .nef dalla mia box linux?

Ci sono molti programmi che permettono l’importazione dei .nef ma io ho scelto UFRaw. E’ un programma da riga di comando o da utilizzare come plug-in per Gimp. Mi sembra fatto molto bene e supporta un gran numero di macchine fotografiche.

La cosa molto interessante è che permette la gestione delle foto in batch con il programma ufraw-batch (con molta fantasia ;) ).

Per debian esiste il pacchetto aggiornato alla versione 0.9.1 che è la versione più aggiornata, quindi con

apt-get install ufraw

lo installiamo e poi possiamo sia aprire i file direttamente con Gimp

oppure utilizzare la fantastica funzione batch (quando scatti 1300 foto alla volta è una chicca)

ufraw-batch --wb=camera --base-curve=camera --out-type=jpeg \
--compression=95 --saturation=1.5 *.nef

con queste impostazioni si hanno buoni risultati se la macchina fotografica ha fatto un buon lavoro. Comunque con la mia scarsa esperienza ho notato che un 80% delle foto non hanno bisogno di alcun ritocco, le altre le riapro con Gimp e il plugin permette il tuning molto fine.