Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

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In una parola: “strano”. In due: “strano e affascinante”.
“Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” [Philip K. Dick, Fanucci, p. 230] è il libro che ha ispirato Ridley Scott per il mio film preferito Blade Runner. Ispirato perchè la storia del libro è un po’ diversa… decisamente diversa, senza togliere niente al film o al libro.
Siamo in un grigio prossimo futuro, dove tutto è ricoperto da polvere radioattiva e sulla Terra sono riamasti pochi uomini, di cui molti “speciali” o come vengono anche definiti “cervelli di gallina” che per colpa delle radiazioni sono regrediti. Tutto è morto sul pianeta. E anche l’umanità è ingrigita, si sta spegnendo. Qua e là ci sono solo pochi steli d’erba rinsecchiti e pochissimi animali che sono diventati uno status simbol. Le persone importanti possono permettersi di allevare sul proprio tetto un animale vero, una capra, un cavallo, una famigliola di conigli… veri, non come quei replicati sintetici per poveracci, anche se sono quasi indistinguibili dai veri sono sempre per poveracci: proprio come Deckard, il nostro eroe. Con il suo stipendio non può permettersi di certo un animale vero e così accudisce una pecora elettrica… ma con la taglia di 6 androidi sì che potrebbe permettersi un animale vero! Nexus-6, l’ultimo modello… sarà difficile la caccia, dicono che sono intelligentissimi. La terra ormai abbandonata dalla vita ha visto l’esodo degli esseri umani verso Marte che promette di essere la nuova Terra, invano. Per il duro lavoro su Marte, in condizioni massacranti ci sono gli androidi, copie quasi perfette degli uomini; anche loro però qualche volta pensano che il lavoro sia troppo anche per gli androidi e che debbano avere dei diritti, che in qualche modo sono vivi anche se non provano empatia… sono vivi. Ed emigrano illegalmente sulla terra cercando di confondersi con i veri esseri umani.
E voi direte: “ma è uguale al film! (a parte gli animali)”.
Eh no! Deckerd ha una moglie! Il libro poi è impregnato da una sorta di religione globale che fa capo a Mercer un vecchietto misterioso che sembra quasi un entità superiore, l’unica persona che riesce a unire in qualche modo la popolazione mondiale tramite congegni empatici… come vi ho detto “strano”, ma affascinante. Non vi dico certo come va a finire il libro ma vi voglio sottolineare la profonda crisi del “blade runner” che è sempre appunto sul filo del rasoio, al limite tra bene e male, tra giusto e sbagliato, una persona costantemente in travaglio morale, che si pone grandi domante cos’è veramente la vita, cos’è la felicità, quale sarà il mio futuro. Bello. Strano. Ve lo consiglio.

Eragon, Eldest e Empire Brisingr

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È un po’ che non recensisco i libri che leggo, così ho deciso di prendere 2 piccioni con una fava ovvero 2 libri con un post.
La Trilogia dell’Eredità (o Ciclo dell’Eredità) scritta da Christopher Paolini è composta da 3 libri: Eragon, Eldest e Empire Brisingr. I primi due usciti rispettivamente nel 2003 e 2005 sono stati i miei ultimi due libri letti. Così ho un’altra serie rimasta incompiuta come quella di HP. Da fonti quali Wikipedia e alcuni siti di fun, si legge che probabilmente Empire Brisingr (terzo e ultimo libro) dovrebbe uscire nel 2007 2008, speriamo! Continue reading

Crypto

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Crypto - Dan Brown

Finalmente l’ho finito… non sembrava molto lungo ma alla fine lo è diventato. Crypto [Dan Brown, Arnoldo Mondadori, 427p. ]. Il libro mi è piaciuto abbastanza ma ha qualche pecca: il killer ha una sfortuna incredibile, i dipendenti dell’NSA hanno l’apertura mentale e l’intelligenza di una pulce. Il libro inizialmente è un po’ lento, aumenta la suspance verso la fine e con qualche colpo di scena riesce a tenere il livello di tensione abbastanza alto. Il libro narra le gesta di un’affascinante crittologa alle prese con il top degli algoritmi di cifratura, chiusa (o meglio rinchiusa) nel super centro di decifrazione codici dell’NSA che da il titolo al libro. Tutto questo mentre il suo fidanzato, professore universitario che non centra niente, viene ingaggiato dal capo di lei per trovare un misterioso codice in Spagna… mentre cerca di non farsi ammazzare da un pericolosissimo killer.

Il manoscritto MS 408

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Manoscritto ms 408

“Sroria del libro più misterioso del mondo”. Come fare a non leggere un libro con un sottotitolo così invitante? Il manoscritto MS 408 [Thierry Maugenest, Barbera Editore, Settembre 2006, 175 pg] è un libro piacevole e intrigante, mantiene sempre il livello di tensione abbastanza alto, ricco di particolari senza mai eccedere. Narra della storia di una serie di “quasi” omicidi: diverse persone nell’arco di secoli (e in particolare 2 negli ultimi 3 anni) rimangono in stato catatonico dopo aver incontrato un misterioso uomo chiamato Edipo. L’unico legame tra loro è che sono tutti collezionisti di libri antichi e che hanno una passione per la decrittazione del misterioso manoscritto MS 408. “La sfinge” così denominato il manoscritto è stato scritto e cifrato da Ruggero Bacone e contenente, così vuole la leggenda, la Verità assoluta.

Il ristorante al termine dell’universo

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Ristorante al termine dell'universo

Finalmente ho finito Cronache della Galassia: mi è piaciuto abbastanza anche se mi aspettavo qualcosa di completamente diverso. E’ effettivamente molto “politico” e ha un genere di azione fuori dal comune, è una raccolta di episodi temporalmente separati tra loro di 10-50 anni ciascuno e tutti legati tra loro dal grande piano. Tra qualche tempo probabilmente leggerò anche il primo della serie (questo era il secondo).

Ora comincio Ristorante al termine dell’universo [Douglas Adams, 1980, Piccola biblioteca Oscar Mondadori], 12 anni dopo aver finito il primo libro della serie il mitico: Guida Galattica per autostoppisti.

E’ strano ho capito certe affermazioni del primo libro solo dopo aver letto il libro di Asimov… che coincidenze! :D

Cambio rotta

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Due giorni fa ho finito di leggere “Angeli e demoni” [ed. speciale illustrata, Brown Dan, Mondadori, 2005], mi è piaciuto forse più de “Il codice da Vinci“. “Angeli e demoni” si svolge quasi tutto a Roma e nell’arco di 24 ore; dipinge una chiesa antica nelle forme, progressista nelle idee e inconcludente nei fatti, diversamente dal libro precedente che la considerava solo vecchia e oscurantista. La trama è avvincente ma riesce solo a volte a rendere umani i personaggi, qualcuno sembra divino e altri nebulosi. La corsa contro il tempo mantiene il ritmo serrato e assieme ad un paio di colpi di scena rende la lettura piacevole nonostante risulti un po’ splatter nella descrizione degli efferati omicidi.

Cambio rotta, ho cominciato ieri “Cronache della galassia” (Asimov Isaac, Mondadori, 1985). L’inizio è interessante, mi piace… ma dopo qualche decina di pagine si sta perdendo un po’ nel burocratese… vediamo se si riprende.