Dopo 12gg di fremente attesa sono arrivati i lettori di codici a barre che avevo ordinato su eBay.
Sono dei lettori di codici a barre ultra-economici che un’azienda americana aveva distribuito con il modello dell’alluvione (ce l’avevano tutti).
Avevano lo scopo di facilitare la digitazione degli indirizzi web tramite l’associazione a speciali codici a barre. Diverse società e giornali avevano cominciato ad utilizzare questo sistema ma per diversi motivi l’azienda dopo alcuni anni è fallita lasciando questi gattini senza lo scopo per cui erano stati inventati; così i primi PS2 sono stati hackati e trasformati in normali codici a barre, quelli USB sembra che funzionassero già anche così.
Cosa me ne faccio? Catalogo i miei DVD!
Monthly Archives: aprile 2007
Polo Cup On The Beach sulla spiaggia di Rimini
Ieri sono stato alla spiaggia libera di Rimini, a fianco al porto, per vedere (da perfetto ignorante) un match di polo. Questo torneo fuori dal comune, vede i cavalli e cavalieri utilizzare la spiaggia come campo di gioco al posto del consueto tappeto verde.
Molto suggestivo, soprattutto visto da bordo campo! I cavalli erano splendidi e il gioco entusiasmante: 6 cavalli e rispettivi cavalieri che con mazze cercano di fare goal nella porta avversaria. Su Wikipedia è spiegato meglio.
All’inizio ero un po’ spiazzato… partito il primo chukker i giocatori in grigio si fiondano con la palla nella porta alla mia sinistra e segnano il punto, al ripartire del gioco, partono al galoppo verso la porta sulla destra e fanno un nuovo punto, stessa squadra ma porta diversa… gh!
Per fortuna qualcuno dietro di me ha ricordato ai vicini che ad ogni punto il campo si inverte: che casino, come fanno a ricordarsi da che parte si deve andare… e se perdono il conto? Mah!
Comunque la giornata soleggiata ha permesso anche di scattare qualche foto, le mie prime in modalità sport… con il 210mm era un po’ difficile seguire i cavalli senza tagliarne qualche pezzo ![]()
Siate benevoli nei commenti alle foto vista la mia inesperienza di polo
Crepes dolci: nutella, rum, sciroppo d’acero…
Oggi pomeriggio ho voluto riprovare la ricetta delle crepes di Marco, leggermente modificata.
Ecco gli ingredienti:
- 2 uova
- 350 ml di latte
- 170 gr. di farina
- 80 gr. di zucchero
- 20 gr. di burro
- 1/2 cucchiaio di rum
- un pizzico di sale
Con questa dose vengono circa 4-6 crepes, dipende dalla grandezza della padella e dallo spessore della crepes.
La preparazione è semplice, butti tutto dentro un contenitore e frulli ![]()
La cosa importante è non far rimanere grumi e ricordate di far sciogliere un po’ il burro prima di metterlo assieme agli altri ingredienti (non come me… per fortuna c’è la mogliettina che ha rimediato
).
Una volta preparato l’impasto che deve essere abbastanza liquido, lo lasciate per 2-3 ore in frigorifero a riposare.
Prendete una teglia per piadina (o padella antiaderente) ungetela un pochino e preparate la prima crepes (che vi consiglio di buttare poichè avrà un forte sapore di olio).
Se avete l’apposito bastoncino potete stendere un paio di mescoli di preparato sulla teglia calda altrimenti, una volta cosparsa la superficie della padella, alzatela dal fuoco e muovendo il polso fate colare uniformemente il preparato su tutta la superficie della padella.
Cominciate subito ad alzare i bordi della crepes per verificare la cottura sul lato e per riuscire a girarla velocemente quando è cotta da quella parte.
Una volta pronta potete farcirla come meglio credete, io personalmente le preferisco così:
- Nutella e rum
- Scipoppo d’acero
- Nutella e scaglie di cocco
BlogDinner roMagna, il giorno dopo
Partito da Riccione alle 19:10, temendo di essere in forte ritardo, mi fiondo verso Faenza senza passare da casa. Arrivo con largo anticipo… 19.45 sigh! Solo e soletto ad aspettare in un parcheggio fino all’arrivo di tutti verso le 20.25 si parte direzione Agriturismo da Carloni. Per fortuna arriviamo velocemente nonostante il giretto di recupero dei dispersi a metà strada ![]()
Antipasti buoni: salame spettacolare, crostini buoni.
Primi medi: mezzelune ai formaggi ottime, tagliatelle al ragù normali.
Secondi: grigliata di carne bbbbbbuona, l’avrei preferita un po’ più al sangue ma carnivoro come sono l’ho gradita molto ugualmente.
Contorni buoni: patate novelle al forno e gratinati buoni (con poco aglio come piace a me
).
Compagnia: tra il buono e l’ottimo. Effettivamente il giudizio è dovuto solo al fatto che conoscevo solo un paio di persone e ci è voluto un po’ per l’integrazione (io in analisi matematica sono sempre stato scarso!).
Comunque per la fine della serata mi ero affezionato ad una bottiglia di nocino per colpa (leggesi grazie) di Mucio ed Elena (anche se quest’ultima mi ha dato dell’imbucato) e dei 3-4 mila brindisi.
Comunque Gioxx (o meglio la sua auto tamarrica) è rimasto impresso nella mente di tutti.
Bhe che dire ancora… grazie Fullo
Computer di casa sul tuo dominio come 3° livello
Il titolo non è chiaro? Te lo spiego meglio.
Mi sono sempre chiesto come accedere al mio computer di casa dall’esterno, visto che ha IP dimanico. Così ho trovato in rete una decina e più di siti che gestiscono la mia richiesta, ed anche gratuitamente. Io ho scelto DynDNS anche perchè il mio modem ADSL lo gestisce direttamente.
Praticamente quando il modem si connette (o si disconnette e si riconnette) spesso cambia anche l’IP e quindi se sei fuori casa e vuoi collegarti al tuo computer non riesci perchè non sai con esattezza quale IP il fato ha deciso di assegnarti.
Con DynDNS (e gli altri siti che offrono lo stesso servizio) ogni volta che il tuo provider ti assegna un indirizzo lo puoi comunicare automaticamente al server DNS tramite alcuni programmi che ti forniscono, ce ne sono per tutte le piattaforme e scritti in molti linguaggi (di programmazione). Diversi modem/router, tra i quali il mio Fritz! Box Fon, lo fanno in automatico settando le poche informazioni richieste (user, password, dominio e tipo di servizio) direttamente dal modem/router.
Il risultato è una cosa del tipo tuonick.lorodominio.com. Ci sono una miriade di domini… ma sono sempre “loro”. Io volevo il MIO dominio… un bel supercomputer.keasoft.it!
Così ho chiesto a fallucch e mi ha detto: [voce di Obi Wan Kenobi] usa il CNAME Luke!
Detto fatto, sono andato sul pannello di configurazione del mio DNS (dal provider che mi gestisce il dominio keasoft.it) e ho inserito una riga con “supercomputer CNAME tuonick.lorodominio.com”.
Chiaro?
Ricapitolando:
- Registrarsi a DynDNS o servizio equivalente e prendere un dominio tuonick.lorodominio.com
- Configurare il tuo computer per aggiornare l’IP sul server DNS ogni volta che cambia tramite client o modem/router predisposti
- Impostare il DNS del tuo dominio aggiungendo “tuonick.tuodominio.it. CNAME tuonick2.lorodominio.com
Et voilà! Ora hai un dominio di 3° livello del tuo dominio che punta al tuo server di casa con IP… DINAMICO!
Lente
Gli affezionati e saltuari contadini della giornata bucolica ricorderanno l’impegno profuso nella ricerca della lente degli occhiali di Teresa: l’ho ritrovata.
Camminando nel campo per verificare lo stato di crescita dell’erba, mi sono imbattuto casualmente in un luccichio proveniente dal suolo… ed eccola là, un po’ sporca ma intatta!
Teresa se la vuoi sai dove trovarmi, altrimenti la metterò fra i trofei
Rilascio Debian GNU/Linux 4.0 “etch”
Il giorno di Pasqua il team di Debian ha messo un bel regalino dentro l’uovo: Etch.
E’ uscita con qualche mesuccio di ritardo, ma l’importante è che sia uscita ![]()
Io ho sempre usato per il mio desktop la versione Testing (o Unstable) e quindi non sono a digiuno di novità che sono veramente tante (per fortuna perchè altrimenti 21 mesi a cosa sono serviti!?!?).
Vi invito alla lettura del comunicato stampa per avere tutte le notizie.
Buona Pasqua!
Auguro a tutti voi una buona Pasqua.
Il Signore risorto faccia sentire ovunque la sua forza di vita, di pace e di libertà. A tutti oggi sono rivolte le parole con le quali nel mattino di Pasqua l’angelo rassicurò i cuori intimoriti delle donne: “Non abbiate paura! … Non è qui. E’ risuscitato? (Mt 28,5-6).
Benedetto XVI, Urbi et Orbi Pasqua 2006
Il ritorno di Junior Jones
Udite, udite! Uno dei miei sogni di quando ero adolescente si è avverato… sta per entrare in produzione Indiana Jones 4. Coming Soon anticipa la notizia che in giugno cominceranno le riprese e che il titolo del film e il primo trailer dovrebbe essere svelato per Thanksgiving (che tutti sappiamo quando è perché si mangia il mega tacchino ripieno, giusto?).
Per il buon (e ormai vecchio [64 anni!]) Harrison Ford non sarà una passeggiata ma mi scappa da ridere a pensare se riusciranno a ingaggiare anche Sean Connery (quasi 77)!!!
Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
In una parola: “strano”. In due: “strano e affascinante”.
“Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” [Philip K. Dick, Fanucci, p. 230] è il libro che ha ispirato Ridley Scott per il mio film preferito Blade Runner. Ispirato perchè la storia del libro è un po’ diversa… decisamente diversa, senza togliere niente al film o al libro.
Siamo in un grigio prossimo futuro, dove tutto è ricoperto da polvere radioattiva e sulla Terra sono riamasti pochi uomini, di cui molti “speciali” o come vengono anche definiti “cervelli di gallina” che per colpa delle radiazioni sono regrediti. Tutto è morto sul pianeta. E anche l’umanità è ingrigita, si sta spegnendo. Qua e là ci sono solo pochi steli d’erba rinsecchiti e pochissimi animali che sono diventati uno status simbol. Le persone importanti possono permettersi di allevare sul proprio tetto un animale vero, una capra, un cavallo, una famigliola di conigli… veri, non come quei replicati sintetici per poveracci, anche se sono quasi indistinguibili dai veri sono sempre per poveracci: proprio come Deckard, il nostro eroe. Con il suo stipendio non può permettersi di certo un animale vero e così accudisce una pecora elettrica… ma con la taglia di 6 androidi sì che potrebbe permettersi un animale vero! Nexus-6, l’ultimo modello… sarà difficile la caccia, dicono che sono intelligentissimi. La terra ormai abbandonata dalla vita ha visto l’esodo degli esseri umani verso Marte che promette di essere la nuova Terra, invano. Per il duro lavoro su Marte, in condizioni massacranti ci sono gli androidi, copie quasi perfette degli uomini; anche loro però qualche volta pensano che il lavoro sia troppo anche per gli androidi e che debbano avere dei diritti, che in qualche modo sono vivi anche se non provano empatia… sono vivi. Ed emigrano illegalmente sulla terra cercando di confondersi con i veri esseri umani.
E voi direte: “ma è uguale al film! (a parte gli animali)”.
Eh no! Deckerd ha una moglie! Il libro poi è impregnato da una sorta di religione globale che fa capo a Mercer un vecchietto misterioso che sembra quasi un entità superiore, l’unica persona che riesce a unire in qualche modo la popolazione mondiale tramite congegni empatici… come vi ho detto “strano”, ma affascinante. Non vi dico certo come va a finire il libro ma vi voglio sottolineare la profonda crisi del “blade runner” che è sempre appunto sul filo del rasoio, al limite tra bene e male, tra giusto e sbagliato, una persona costantemente in travaglio morale, che si pone grandi domante cos’è veramente la vita, cos’è la felicità, quale sarà il mio futuro. Bello. Strano. Ve lo consiglio.



